• 19/05/2017
  • Assistenti Giudiziari Come studiare le procedure per la prova scritta

  • Guida, speriamo, utile per chi non ha mai studiato diritto
  • Molti tra quelli che hanno ottenuto un voto alto, o il massimo, alla prova preselettiva del concorso per Assistenti Giudiziari, stanno giustamente incominciando a studiare per le prove scritte che sono il vero scoglio di questo concorso. Molti tra questi hanno superato la prova pur non avendo una formazione giuridica, con ciò confermando che la prova preselettiva (come probabilmente sarà anche quella scritta) era fattibile anche da parte di chi non era laureato in giurisprudenza. Bastava dedicarsi un po’ di più allo studio. Ora però ci sono i quiz di procedura civile e procedura penale da affrontare e oggettivamente la cosa si fa più dura. Anche qui però nulla di impossibile.

    Qui di seguito vogliamo fornire alcuni consigli a chi non ha mai studiato diritto e soprattutto non ha mai studiato le procedure. Quindi chi è laureato in giurisprudenza passi avanti perchè forse diremo cose ovvie ma che tanto ovvie per i neofiti poi non sono. In alcuni casi, per farci comprendere diremo anche qualcosa di “impreciso”: il rigore scientifico della terminologia giuridica è rimandato a quando inizieranno a studiare dai libri. Insomma, vogliamo dare solo alcune dritte per approcciarsi allo studio di due materie oggettivamente non semplici, senza farsi confondere troppo le idee dai tanti suggerimenti che circolano in Rete.

     

    Cosa si studia quando si studiano le procedure

    La procedura civile è l’insieme delle regole che disciplinano il processo civile, quello per intenderci che si svolge quando per esempio dobbiamo chiedere il risarcimento dei danni in seguito a un incidente automobilistico, oppure quando dobbiamo risolvere una lite condominiale, o dobbiamo chiedere l’adempimento di un contratto o di un’obbligazione. Anche i procedimenti per la separazione tra coniugi o per il divorzio sono regolati da norme di “procedura civile”.

    La procedura penale è, invece, l’insieme delle regole che disciplinano il processo penale, ossia il processo che lo Stato avvia ogni qualvolta sia stato commesso un reato, ossia è stata violata una norma penale (come per esempio tutte quelle contenute nel codice penale).

    I due processi, civile e penale, sono ispirati a principi, e regolati da norme, profondamente diversi: il processo civile è un processo tra due parti “civili”, ossia tra due cittadini, tra un privato cittadino e un’azienda o tra due aziende; il processo penale è invece un processo in cui le parti sono una lo Stato (nella persona del P.M.) e l’altra il privato cittadino.

    A decidere sulla controversia tra i privati (nel processo civile) e accusa e difesa (nel processo penale) vi è sempre un giudice. Vi è poi un altro elemento comune ad ambedue i procedimenti: in entrambi la sentenza finale del giudice deve basarsi su delle “prove”. Gran parte delle norme del processo civile e penale sono dirette a regolare la corretta acquisizione delle prove all’interno del processo, in modo tale che l’autorità giudicante possa formare correttamente la sua decisione.

    Il processo o i processi

     

    Non esiste una solo processo civile o un solo processo penale. Ve ne sono molti di più. Il codice di procedura civile disciplina un procedimento ordinario di cognizione, un processo di esecuzione e vari procedimenti speciali. Il processo del lavoro, che decide sulle liti tra datore di lavoro e lavoratore, ha una sua disciplina specifica sempre contenuta nel codice di procedura civile. Alcuni procedimenti sono poi regolati da leggi speciali (ossia non sono regolati dal codice di procedura civile ma da altri provvedimenti normativi): per esempio il procedimento di divorzio è regolato dalla L. 1 dicembre 1970, n. 898.
    Anche nell’ambito del processo penale si distinguono procedimenti ordinari e riti speciali (per esempio il patteggiamento, il giudizio direttissimo ecc.). Per tutti i procedimenti, almeno per tutti i procedimenti ordinari, sono poi previsti tre gradi di giudizio: il codice disciplina un procedimento di primo grado, un procedimento di secondo grado (o di appello) e il procedimento in Cassazione. Quindi i procedimenti da studiare sono parecchi.

    Meglio procedura civile o procedura penale?

     

    Le procedure sono materie molto tecniche e dalle mille implicazioni trattandosi di adempimenti da rispettare secondo una sequenza prefissata dal legislatore. Se ad esempio voglio difendere la mia posizione in una causa che mi ha intentato il condominio perché il mio cane è rumoroso (è un giudizio civile), potrei voler presentare a mia difesa alcuni vicini come testimoni, testimoni che potranno dichiarare che in realtà il mio cane ha un modo di abbaiare sommesso. Ma per poter sentire i vicini come testi, dovrò presentare al giudice la richiesta di prova per testimoni in una fase ben precisa del processo: se la presento prima o oltre i termini previsti dal codice, quei testimoni non potranno essere ammessi in giudizio. E il giudice non saprà mai che il mio cane non è rumoroso.

    Dunque, con le procedure si deve ben comprendere la successione delle varie fasi del processo (del singolo procedimento). Nella procedura civile queste “implicazioni” sono veramente numerose e molto tecniche. E non a caso la procedura civile è una delle materie più difficili per chi studia giurisprudenza, una vera e propria bestia nera.

    Ecco perché è consigliabile iniziare ad approcciare le procedure partendo da quella penale che è sicuramente più semplice e soprattutto “più familiare”: chi non ha mai sentito parlare almeno una volta in televisione di avviso di garanzia, di giudice delle indagini preliminari, di custodia cautelare o arresti domiciliari?

    Quindi, se siete alle prime armi, iniziate dalla procedura penale. È più semplice, si studia più velocemente e potrete incominciare ad acquisire anche una terminologia giuridica che vi ritroverete anche nella procedura civile.

    Per studiare le procedure devi conoscere bene il diritto civile e il diritto penale?

     

    La procedura civile regola lo svolgimento dei processi che hanno ad oggetto le controversie tra privati. E i rapporti tra privati sono regolati dal codice civile e da altre leggi speciali di diritto privato. In linea teorica bisognerebbe, quindi, conoscere prima le norme sostanziali (il diritto civile/privato) e poi quelle procedurali. Ma non è strettamente necessario questo. Le norme sostanziali sono quelle che il giudice deve applicare per emanare la sentenza, per stabilire cioè chi tra le parti in causa ha ragione e chi torto. La procedura civile regola invece il funzionamento del processo per arrivare a quella sentenza: è come se per conoscere bene le regole del calcio, si dovesse necessariamente saper giocare bene. Insomma (lo so, lo so, l’esempio non è dei più calzanti!)… il diritto sostanziale è quello che usano Totti o Messi, la procedura è, invece, quella che applica l’arbitro.

    Quindi per ricapitolare:

    il codice civile (sostanziale) contiene tutte le più importanti norma che regolano i rapporti tra privati, ovvero tra i cittadini, come per esempio:

    • le norme che disciplinano il matrimonio, la famiglia, i rapporti tra i coniugi, tra genitori e figli ecc.;

    • le norme in materia di successione a causa di morte (testamenti, eredità, legati ecc.)

    • le norme in materia di diritti reali, di proprietà e possesso, condominio, comunione ecc.

    • tutte le norme e i principi generali in materia di obbligazioni e contratti, nonché le norme che regolano i cosiddetti contratti tipici (vendita, mutuo, assicurazione, donazione ecc.)

    • le regole in materia di impresa, lavoro e società ecc.

    Nel codice di procedura civile invece si stabilisce:

    • davanti a quale giudice va proposta la causa;

    • quali sono i termini da rispettare durante il processo;

    • come si possono provare le proprie ragioni;

    • come si può impugnare una sentenza ritenuta ingiusta

    È ovvio che il giudice o l’avvocato difensore di una parte devono conoscere bene sia il diritto sostanziale che quello procedurale, ma per superare la prova scritta del concorso basterà conoscere solo le procedure.
    Attenzione però. Alcune norme procedurali sono contenute anche nel codice civile (sono poche, tranquilli). Quindi in alcuni casi, studiando la procedura civile, vi capiterà di vedere citato un articolo del codice civile: per esempio gli articoli più importanti in materia di prove sono gli artt. 2697- 2739 del codice civile. Ma si tratta comunque di articoli che studierete approfonditamente nel vostro manuale di procedura civile.

    Stesso discorso si può fare per il penale sostanziale e processuale. Per conoscere le regole che disciplinano il processo penale non è necessario conoscere anche tutto il codice penale e le varie fattispecie di reato (rapina, omicidio, concussione ecc.).

    Ma allora... cosa e come studiare?

     

    Ora, è ovvio che ognuno ha il suo metodo e che ogni materia può essere più o meno approfondita con vari strumenti, ma qui ci stiamo preparando ad una prova scritta di un concorso per diplomati in cui si portano “elementi di procedura civile” ed “elementi di procedura penale”. E questa cosa non va mai perduta di vista.

    Dunque, per chi non ha mai studiato diritto e tanto meno le procedure, fare una full immersion in un manuale tradizionale o un compendio potrebbe essere “pericoloso”: potrebbe significare smarrirsi tra teorie, classificazioni, giurisprudenza prevalente ecc. e non uscirne mai più, perdendo di vista la struttura essenziale del processo.

    Quindi il consiglio è iniziare a studiare una sintesi chiara ed essenziale delle due materie che metta in luce i principi e gli istituti fondamentali. A tale scopo è più che sufficiente la trattazione delle due procedure contenute nel Manuale Simone per la prova scritta e il colloquio.

    Qualunque testo manualistico deciderete di usare però è imprescindibile affiancargli anche un codice, nel nostro caso due: codice di procedura civile e codice di procedura penale.

    Il manuale, infatti, permette di comprendere i principi che sono alla base delle norme processuali, quella che in gergo giuridico viene identificata con la ratio del disposto normativo (ossia perché il legislatore ha regolato la materia proprio in quel modo e non in un altro): senza un manuale lo studio delle procedure diventerebbe puramente mnemonico e nozionistico, per certi versi impossibile da portare avanti.

    Al contrario la parallela consultazione del codice permette di inquadrare ogni istituto all’interno della struttura processuale regolata dal codice e di allenarsi alla terminologia giuridica che soprattutto nel campo delle procedure diventa molto tecnica.

    Molto utili proprio per chi affronta le procedure per la prima volta sono i Codici esplicati Minor di procedura civile e di procedura penale sempre editi dalle Edizioni Simone.
    A proposito, lo sapete che sono state le Edizioni Simone a inventare i Codici Esplicati  nel 1994? Tutti gli altri “esplicati”, “illustrati”, “brevemente commentati”, “ragionati” ecc. sono solo una copia degli Esplicati della Simone, che è un po’ diventata come la Settimana Enigmistica, può “vantare innumerevoli tentativi di imitazione” .


    Stefano Ambrogio


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